RAPPORTO LEGAMBIENTE: AUMENTANO I CIBI CONTAMINATI
Scritto da Fabio Lucarini • Lunedì, 21 giugno 2010 • Categoria: Attualità
Secondo il rapporto di Legambiente nel 2010 sono aumentati i prodotti contaminati da uno o più residui di pesticidi.
Nel 2009 la percentuale di cibi contaminati era del 27,5% salita a 32,7% nel 2010.
Come conseguenza sono scesi al 65,8% i prodotti che possono essere ritenuti sani, cioè senza tracce di molecole chimiche.
Inoltre, a 32 anni dalla sua messa al bando, ricompaiono tracce di Ddt in un campione di insalata analizzato in Friuli.
Tutto questo è quello che emerge dall'annuale "Rapporto sui residui di fitofarmaci nei prodotti ortofrutticoli e derivati commercializzati in Italia" di Legambiente elaborato sulla base dei dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici, diffuso a Roma il 18 giugno.
Dal rapporto di Legambiente emergono anche dati sui prodotti derivati, tra i quali miele, pane e vino, rilevando che nel 2010 il 77,7% risulta senza residui contro l'80,5% del 2009.
La ricerca svolta da Legambiente ha riguardato tutte le regioni italiane, tranne il Molise che si è dimostrata la regione meno disposta a fornire dati e informazioni contro l'Emilia Romagna che è stata la regione più collaborativa.
Il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, afferma che la normativa vigente ha portato ad un maggiore controllo sui prodotti e grazie anche a all'adeguamento europeo dei limiti massimi di residuo consentito si sono fatti molti passi avanti.
I lenti ma progressivi passi avanti sono la testimonianza della maggiore attenzione da parte degli operatori agricoli alla salubrità e qualità dei prodotti, nonostante ciò risulta ancora troppo alta la percentuale di prodotti contaminati da pesticidi.
Rimane ancora il problema del cosiddetto multi residuo ossia l'effetto sinergico dovuto alla presenza contemporanea di diversi principi attivi sul medesimo prodotto e quello della rintracciabilità di pesticidi revocati oltre il limite fissato per lo smaltimento delle scorte; infatti non esiste una normativa che stabilisca, per i laboratori, un termine temporale oltre il quale tracce, anche al di sotto del limite consentito, di pesticidi revocati, siano da indicare come irregolari.
La strada è quindi ancora lunga, soprattutto x la mancanza delle leggi specifiche citate sopra, sta di fatto che tutti noi consumatori dobbiamo prestare sempre più attenzione a quello che portiamo in tavola.



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