Mille bolle più di igiene

LE ZECCHE: PERICOLO PER L’UOMO

Scritto da Fabio Lucarini • Mercoledì, 21 ottobre 2009 • Commenti 0 • Categoria: Prevenzione

Le zecche appartengono alla sottoclasse degli acari e rappresentano, sin dall’antichità, un gran pericolo per l’uomo e per numerosi animali.


Le zecche più comuni appartengono alla famiglia degli Ixodidi (zecche dure) e a quella degli Argasidi (zecche molli dei colombi).


Il ciclo biologico (uovo-larva-ninfa-adulto) può essere complesso ed interessare più ospiti intermedi; anche la sua durata è assai variabile, da pochi mesi ad alcuni anni.


Questi disgustosi succhiatori di sangue hanno una caratteristica stupefacente: possono sopportare lunghissimi periodi di digiuno, anche più di un anno, nell’attesa di poter trovare un ospite adeguato.


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Spiacevoli incontri: la Blatta

Scritto da Fabio Lucarini • Venerdì, 18 settembre 2009 • Commenti 1 • Categoria: Igiene Personale
A chi non è capitato almeno una volta nella vita di incontrare, in casa o all’aperto, questi disgustosi insetti!
Le blatte sono insetti arcaici, di ogni dimensione, da molto piccole a gigantesche; hanno forma appiattita, lunghe antenne filiformi, zampe spinose e un paio di vistose appendici addominali (cerci).

Dalle 3.500 specie conosciute, 400 circa sono presenti in Italia, ma sono pochissime quelle dannose per l’uomo, poiché la maggior parte vive tra la vegetazione. Le più note e diffuse sono lo scarafaggio comune (Blatta orientalis) e la blatta grigia (Blattella germanica).

Posseggono, inoltre, delle ghiandole speciali, poste nell’addome, che secernono un liquido nauseabondo che funziona da repellente per li altri insetti; tali ghiandole prendono il nome di “ghiandole repugnatorie” e l’odore emesso è percepibile anche dall’uomo in quei luoghi in cui vi è una elevata concentrazione di blatte.


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Igiene nel medioevo

Scritto da Fabio Lucarini • Lunedì, 15 giugno 2009

Un tempo c'era un gran problema la sporcizia. Era ovunque in qualsiasi città; la gente raccoglieva la sporcizia una volta alla settimana, ma poi si decise che sarebbe stato meglio rimuoverla più frequentemente.

All'interno delle mura città o borgo si trovavano dei giardini e nei sobborghi si potevano trovare frutteti e vigneti.

Nei campi comuni si potevano portare a pascolare pecore e mucche che venivano affidati al controllo dei pastori municipali; nei dintorni si trovavano boschi dove si poteva raccogliere legna e cacciare conigli selvatici e uccelli (Augusta era famosa per le sue trote).

Gli uomini del medioevo erano abituati a stare all'aperto: giocavano a bocce e a palla, praticavano il tiro con l'arco e tutto questo avveniva negli spazi liberi a portata di mano.

La città medioevale aveva a disposizione molti più spazi liberi al momento della sua fondazione che in seguito perché la gente cominciò ad accumulare dei rifiuti in questi spazi verdi tanto da renderli insalubri; nelle piccole città le condizioni igieniche non erano così disastrose come nelle grandi città.

A Londra, il cimitero non disponeva più di spazi per seppellire i morti e la gente li metteva ovunque creando, così, una situazione antigienica. Le già critiche condizioni igenico-sanitarie delle città erano aggravate dalla presenza di gabinetti ad acqua che scaricavano direttamente nei fiumi e ne inquinavano le acque; l'intervento dei contadini che andavano in città per prelevare gli escrementi da usare come fertilizzante nella campagne migliorò notevolmente la situazione.

La casa colonica medioevale era fornita ''invece" di eleganti gabinetti a serbatoio.


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