AVVELENATI DALL'HAMBURGER
Scritto da Fabio Lucarini • Giovedì, 29 ottobre 2009
La sconvolgente vicenda di Stephanie Smith comincia una domanica d'autunno di due anni fa.
Una cena in famiglia, hamburger e patatine, ha trasformato la vita di Stephanie in un incubo.
Nell'hamburger acquistato al supermercato non c'era manzo di prima qualità, come citato sull'etichetta, ma una poltiglia ottenuta macellando scarti di animali provenienti da un impianto in Wisconsin.
I primi sintomi furono dolori addominali e crampi, poteva sembrare un banale virus, poi vennero la diarrea e il sangue nelle feci. Stephanie venne ricoverata al St. Cloud Hospital del Minnesota.
La ragazza entrò in coma e vi rimase per nove settimane, al suo risveglio era paralizzata dalla vita in giù. Tutto questo per aver mangiato un hamburger.
La diagnosi fu avvelenamento da colibatterio, la più virulenta e pericolosa delle salmonelle.

A chi non è capitato almeno una volta nella vita di incontrare, in casa o all’aperto, questi disgustosi insetti!
